Le intelligenze

Mioli Fabio

La scimmia di Elon Musk che gioca con il pensiero a videogames è intelligente? Lo smartphone delle meraviglie del riconoscimento facciale è intelligente? L’auto supertecnologica e iperconnessa che si guida da sola è intelligente? Possiamo usare questo termine per questi soggetti – oggetti, ancorché ‘artificiale’? Oppure con l’intelligenza, come la intendiamo noi, gli algoritmi non c’entrano nulla? Fabio Moioli di Microsoft, tra i massimi esperti mondiali di intelligenza artificiale, ha una sua personalissima – e assolutamente convincente – chiave di lettura.

Definizione di intelligenza secondo il vocabolario Treccani: “… Complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo (forse è il caso di aggiungere anche ‘alla donna…’ eh? – nda) di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo (la) rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando…”  E via dicendo. Va bene così? Possiamo collegare questa straordinaria facoltà oltre che agli umani anche agli animali, agli oggetti e ogni altra entità del pianeta, vegetale e minerale compresa?

Proviamo a metterla in discussione o per meglio dire, a girarci intorno per trovare nuovi varchi di interpretazione coerenti con il significato. Fabio Moioli lo ha fatto.

Punto di partenza della digressione: “Nella storia della psicologia umana – ci ricorda – per moltissimi anni si è creduto che l’intelligenza fosse un concetto unitario, riferito ad una sola capacità mentale, talvolta chiamata IQ (quoziente di intelligenza). Ma le teorie più attuali, incluse quelle di Daniel Goleman (superesperto americano in psicologia clinica e sviluppo della personalità – nda) e Howard Gardner (idem, da Harvard – nda), ci hanno chiaramente mostrato come le intelligenze umane siano multiple, completamente diverse fra loro, spesso addirittura totalmente separate (matematici, scrittori, musicisti, sportivi, psicologi, venditori, etc, utilizzano intelligenze totalmente diverse fra loro)”.

Ne abbiamo ogni giorno (e in tutti i campi) contezza vero?

Ebbene, ed è qui uno dei passaggi chiave nella teoria di Moioli “… lo stesso concetto si applica all’intelligenza artificiale, ove abbiamo in realtà molte intelligenze, capacità, approcci, tecnologie, totalmente diverse fra loro, almeno diverse quanto lo sono le diverse intelligenze umane… Abbiamo infine numerose forme di intelligenze presenti nel mondo vegetale e animale, che da sempre convivono con noi…”

Cominciamo con il prendere atto di questa analisi. Che appare scontata per alcuni aspetti, ma non lo è affatto nel momento in cui passiamo dalla semplice constatazione all’applicazione delle possibili teorie correlate. Stiamo aggiungendo fattori e il prodotto potrebbe cambiare clamorosamente. Infatti, secondo Moioli, il nostro futuro dipenderà “sempre più da quanto sapremo fare coesistere e collaborare fra loro – in modo positivo – tutte queste intelligenze”.

Una conseguenza importante di questa teoria è che facciamo fuori (era ora!) la domanda ricorrente: ma l’intelligenza artificiale sarà mai superiore a quella umana? … con tanto di teorie annesse e connesse a cominciare da quella di Ray Kurzwell sullasingolarità chesecondo l’inventore e saggista americano teorico dell’immortalità umana attraverso la tecnologia è un punto nella storia del genere umano in cui il progresso tecnologico va oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani. Con tutto quello di imperscrutabile che ne consegue.

Qualche dubbio da più parti (anche molto autorevoli) su questa teoria era legittimo e adesso con le Intelligenze di Moioli viene signorilmente ‘accantonata’. Forse non solo per il momento.

La sua visione si può definire olistica: “…il nostro futuro risiederà non nel rendere più intelligenti le ‘intelligenze artificiali’, bensì nel rendere più intelligenti le nostre intelligenze umane, in sinergia con tutte le altre nuove forme di intelligenza che stiamo creando, con la tecnologia, ed in armonia con tutte le intelligenze che da sempre sono presenti nella natura e nel nostro pianetaio”.
L’uomo e la donna al centro e le intelligenze che ruotano intorno. Una costellazione.Controindicazioni? “… dunque non bisogna temere l’intelligenza artificiale ma la stupidità naturale, la vera minaccia nella gestione delle intelligenze… Faccio un esempio: dall’analisi dei dati della maggior parte delle aziende occidentali si vede che nella scala dei valori manageriali emergono purtroppo soprattutto uomini, anche in gran parte bianchi. L’algoritmo riferito, di conseguenza, impara immediatamente che è giusto assumere e promuovere uomini bianchi, perché vede nei dati dell’azienda che sono quelli che hanno più successo. Tocca a noi umani essere giusti entrare nell’algoritmo e dire che il gender, piuttosto che il colore della pelle, non devono essere considerati quando decidiamo chi promuovere e chi assumere… tocca noi renderla giusta, ed è per questo che parlo di stupidita naturale, per chi magari potrebbe non utilizzare Ai per il bene della società, di tutti noi, e del pianeta”.

Lavoriamo al nostro sistema di Intelligenze.


Fabio Moioli – Direttore della Divisione Consulting Services di Microsoft Italia che ha l’obiettivo di supportare le aziende italiane nel percorso di digitalizzazione e di adozione delle più innovative tecnologie digitali. In particolare, Fabio Moioli guida il team di professionisti e consulenti che hanno il compito di accompagnare le aziende italiane nei progetti di Digital Transformation, aiutandole a cogliere le opportunità offerte dai nuovi paradigmi IT, quali il cloud computing, la mobility, business analytics, machine learning, cognitive services, ed IoT. La squadra guidata da Moioli, infatti, già ora affianca le grandi realtà del Paese e i principali partner per sviluppare su piattaforme Microsoft iniziative di innovazione tecnologica in grado di impattare sui processi, sulle organizzazioni e sullo sviluppo di nuovi modelli di business.

Prima di approdare in Microsoft ha maturato una solida esperienza in Capgemini, dove ha ricoperto il ruolo di Vice President Telecom & Media. Precedentemente ha ricoperto diversi incarichi come Responsabile della divisione Web & Mobile Services e della divisione Network Services, con l’incarico di offrire servizi di consulenza, sviluppo soluzioni e managed operations. Il percorso professionale di Moioli è iniziato in Ericsson come Project Manager, guidando 16 mercati diversi. Subito dopo ha intrapreso un’esperienza in McKinsey & Co. dove si è occupato principalmente di Change Management e Business Transformation. Esperto di IOT e appassionato di tutte le tematiche legate alle nuove tecnologie, a partire dall’impatto dell’Artificial Intelligence sulle realtà aziendali.

Fabio Moioli ha conseguito una Laurea Specialistica in Ingegneria Informatica a Milano ed una Laurea Specialistica in Ingegneria delle Telecomunicazioni a Stoccolma, avendo operato per molti anni nel mercato del Nord Europa, negli Stati Uniti, ed in Canada. Ama trascorrere il suo tempo libero con le due figlie piccole ed è un appassionato di scrittura e di sport.