Accordo per nuovo regime fiscale, tremano le Multinazionali

Dollari

L’accordo raggiunto dai ministri delle finanze, riuniti al G7 e proposto dal presidente americano Joe Biden, ha il sapore del cambiamento epocale. Istituendo un’aliquota del 15% sui redditi delle multinazionali, in particolar modo dei colossi Gafa (Google, Amazon, Facebook, Apple), potrebbe assestare un colpo piuttosto duro al dumping fiscale, pratica ad oggi molto diffusa tra i colossi del mercato. La proposta di Biden prevede una tassazione minima sui redditi non dove viene fissata la sede regionale, come nel caso dell’Irlanda che applica tassazioni ridicole in confronto al reddito prodotto con lo scopo di attirare gli investimenti, piuttosto dove viene creato il valore. La reazione di Dublino, va da sé, è stata contraria. Il caso della filiale Microsoft con sede alle Bermuda, deputata ad incassare i diritti sui software dell’azienda di Gates, stimati attorno ai 315 miliardi di dollari, non è stata sottoposta ad alcun regime fiscale grazie agli sgravi della finanza irlandese. 

Quelle che appaiono operazioni finanziarie del tutto errate sono perfettamente legali, rientrando nell’ottica dell’“ottimizzazione fiscale” che, se il nuovo accordo dovesse risolversi in legge, ed il condizionale è d’obbligo visti gli interessi in ballo, diventerebbe pratica impossibile. 

La strada per arrivare ad un accordo è ancora lunga, ma il risultato che potrebbe apportare garantirebbe un radicale cambiamento di vedute su tali situazioni e le casse degli Stati europei non potrebbero che giovarne.

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