La campagna vaccinale si fa anche su Tinder: combattere il virus tramite le app di dating

La campagna vaccinale statunitense sembrerebbe avere da maggio un nuovo asso nella manica, le app di dating. La Casa Bianca ha infatti deciso di collaborare con le maggiori app del settore (Tinder, Hinge, Bumble, OkCupid, Badoo e altre) per promuovere la vaccinazione del target giovane, quello che usa maggiormente queste applicazioni.

Con il progredire della campagna vaccinale al livello globale non è raro assistere anche ad un aumento di scetticismi e timori. Ne sanno qualcosa gli Stati Uniti che, nonostante il vantaggio di poter giocare in casa, con l’ultimo vaccino approvato Novavax (efficace al 93% contro le varianti del virus), vedono ancora una forte presenza di moti di negazionismo tra la popolazione. Si ha paura delle conseguenze che il vaccino possa avere così come della sua effettiva potenza contro la malattia. Timori che si fanno strada anche fra i Gen Z, ovvero i giovani nativi digitali attualmente interessati dalla campagna vaccinale.

È stata quindi una scelta strategica quella di promuovere il vaccino tramite le Dating Apps, rappresentandolo come strumento di socialità e simbolo di un ritorno alla normalità tanto desiderata. Una scelta che fa parte della politica adottata dall’amministrazione Biden, volta ad accelerare il processo di vaccinazione raggiungendo il 70% degli adulti entro il 4 luglio.

La promozione viene messa in pratica dalle app tramite l’aggiunta di benefit per gli utenti che si sottopongono al vaccino, dalla presenza di sticker personalizzati e la possibilità di ricevere “Super Like” gratuiti (Tinder), oppure vantaggi premium offerti gratuitamente (Bumble). Una collaborazione che è stata avviata in seguito anche dal governo britannico con un approccio entusiasta del ministro Nadhim Zahawi.

Il progetto si è dimostrato finora efficace e i diversi studi statistici hanno dimostrato come gli utenti siano più motivati a stringere conoscenze con persone vaccinate.

Quella di sfruttare il mercato degli incontri online non è una scelta tanto assurda quanto possa sembrare all’apparenza. Si tratta di un settore che al livello globale contava un fatturato di 4,6 miliardi già nel 2016 e che ha visto un significativo aumento di utenti durante il primo lockdown, nonostante la mancanza di analisi precise. Lo stigma che circondava l’online-dating è ormai obsoleto, soprattutto negli Stati Uniti, dove il 39% delle coppie eterosessuali e il 60% delle coppie omosessuali dichiarano di essersi conosciute online (secondo uno studio del 2017). Non sarà difficile quindi conoscere qualcuno che abbia fatto uso, o sia utente attivo, di questi servizi. Per queste ragioni l’incontro fra la socialità e la salute pubblica sembra una scelta molto intelligente.

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