Tecnologia e difesa: la realtà aumentata come metodo di addestramento per gli eserciti

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Per la manutenzione dei macchinari in fabbrica, per realizzare modelli architettonici digitali e ora anche come metodo di allenamento per gli eserciti: la realtà aumentata è una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche degli ultimi tempi.

Si tratta di una tecnologia che consente di ricreare una sorta di realtà alterata, nella quale si sovrappongono contesto circostante e ulteriori dati digitali. Modificata, di certo arricchita e “aumentata” appunto, ma mai distorta. Spesso viene confusa con quella che viene chiamata realtà virtuale, ma le due innovazioni presentano alcune differenze. Entrambe influiscono sulla percezione sensoriale dei soggetti, ma la VR, al contrario della AR, ha il potere di ricreare l’ambiente circostante e portare “altrove” l’utente. La realtà aumentata, invece, comporta due certezze: quella di trovarsi in un posto a sé familiare e al contempo quella di poterlo manipolare grazie all’apporto di immagini, video e testi che si fondono con esso.

Le potenzialità e i benefici della AR e VR sono tali che sempre più Stati, dopo gli USA, hanno deciso di utilizzarle durante gli addestramenti. L’esercito americano ha munito i propri militari di Hololens, dispositivi ideati dalla Microsoft per sfruttare a pieno le capacità del sistema Windows Mixed Reality. In un contesto come quello militare, i principali vantaggi di questi visori sono la visione notturna e termica dei soldati, con una buona qualità visuale ma soprattutto la possibilità di revisionare ciò che si è fatto e avere un’idea chiara del lavoro in corso. I soldati possono, inoltre, individuare un obiettivo e analizzarlo a 360°. Per la parte tecnica, invece, è fondamentale perché risponde alle richieste di manutenzione e assistenza in 3D.

Il sergente di prima classe del reggimento di fanteria degli USA, Greg Flynn, ha spiegato che le tecnologie di AR e VR adottate dalla compagnia vengono utilizzate dai militari come strumenti aggiuntivi per la preparazione e il miglioramento delle loro abilità sul campo. Si tratta, dunque, di una soluzione che precede il servizio attivo, nonostante venga visto come un esercizio meno dispendioso rispetto a quello fisico. La grafica tridimensionale fa sì che i soggetti coinvolti abbiamo una percezione diversa della realtà effettiva: tutto ciò che vedono sembra reale e questo richiede loro fatica e impegno, soprattutto a livello mentale.

La realtà aumentata è stata sperimentata anche nelle armate indiane, inglesi e cinesi. In India, per esempio, i militari dell’esercito hanno dovuto seguire corsi e formazioni specifiche in base alla latitudine mentre la marina militare ha scelto di sperimentare tale tecnologia durante le navigazioni per sovrapporre una carta nautica alla visione reale.

Benefici a parte, c’è anche chi sembra essere diffidente e preoccupato sui possibili effetti collaterali dell’AR. Nonostante costituisca una risorsa di alta qualità e contribuisca ad alleggerire i compiti dell’uomo in una determinata attività, la tecnologia potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza stessa dei soggetti che ne fanno uso, esposti all’errore come in condizioni normali. Un obiettivo non inquadrato perfettamente, per esempio, potrebbe avere conseguenze disastrose.

Per ora, tuttavia, i vantaggi sembrano avere la meglio per i dipartimenti di difesa, i quali – sicuramente anche per una questione di abbattimento dei costi – continuano ad optare per l’addestramento con sistemi di AR e VR e integrano le tecnologie con la difesa. Infine, anche i militari sembrano preferire questa modalità di allenamento. George Gottuso, caporale del reggimento di fanteria degli USA, ha dichiarato di aver migliorato negli ultimi 5 anni le proprie capacità di combattimento proprio grazie all’integrazione di AR e VR nella preparazione dell’esercito.

Se è vero, dunque, che a tecnologie più potenti corrispondano forze armate più potenti, non resta che puntare sulla raffinatezza, la precisione e la continua innovazione delle stesse: potrebbero fare davvero la differenza in futuro.

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