Il doppiaggio dei Simpson è immorale

Simpson

Il politically correct ha colpito ancora e questa volta l’oggetto della critica sono i doppiatori bianchi che nei Simpson prestano la voce ai personaggi appartenenti a etnie diverse.

A far scalpore è stato l’annuncio da parte dei produttori di Fox dell’addio di Hank Azaria, da anni doppiatore fisso del droghiere indiano Apu e di altri personaggi marginali dei Simpson.

Il motivo del suo allontanamento sono state le pressioni pubbliche e accusatorie per il suo modo di storpiare, con l’utilizzo di stereotipi, l’origine etnica dei suoi personaggi.

Dopo la morte di George Floyd, il movimento Black Lives Matter per i diritti dei neri, ha chiesto dei cambiamenti e tra questi rientra anche la pretesa di non utilizzare più “attori bianchi che danno voce a personaggi non bianchi”.

A prendere le difese dell’attore americano vi è Manfredi Aliquò, doppiatore dello stesso personaggio nella versione italiana: «Parlare di Apu significa far conoscere al mondo intero la cultura indiana, perché la si possa comprendere, apprezzare e amare.».

Nel caos generale, per mettere un punto alla faccenda, Azaria ha chiesto pubblicamente scusa per aver offeso qualcuno attraverso il suo lavoro.

In una società fortemente razzista e violenta come la nostra, il problema di fondo è molto più ampio e complesso di un doppiaggio un po’ marcato ed è lecito chiedersi se davvero questa vicenda avesse bisogno di scuse a fronte di atti fortemente razzisti rimasti marginali.

Qui trovate altri approfondimenti.

Ne ha parlato anche la Repubblica

Leggi tutti i nostri articoli.