Il tempo dei gadget

Lo smartphone è di gran lunga il nostro compagno più fedele durante la giornata: ci sveglia, ci informa, serve per lavoro e per svago. È il primo device che utilizziamo e forma la base della piramide dei bisogni, tanto che ormai ci si rende a malapena conto di quanto si utilizzi.

Per quanto riguarda tutti gli altri apparecchi elettronici, invece, sembra che ci sia una fascia oraria appropriata per ognuno di loro, una curva differente di utilizzo che rappresenta le giornate tipo di moltissimi italiani, perlomeno secondo lo studio realizzato da Toluna per Upa.

La radio, smart e non, parte forte la mattina e ha un ulteriore picco nel “tornando a casa”, mentre per il resto della giornata è raramente utilizzata (anche se probabilmente più di quanto ci si potrebbe aspettare ora che dilagano i servizi di streaming musicale personalizzati).

La televisione è interessante, perché se è tradizionale ha i picchi durante i pasti, quando magari si guarda il telegiornale o qualche gioco a premio in tv, ma se è smart la crescita è vertiginosa dal post-lavoro in poi, quando sconfigge quelle non connesse ad internet.

Il computer ha l’andamento più instabile, su e giù, su e giù, alti picchi e crolli improvvisi, anche se la percentuale di italiani che lo sta utilizzando non è mai troppo bassa.

Le console per i videogiochi hanno il punto di utilizzo massimo nel pomeriggio, ma vengono utilizzate anche dopo cena, mentre gli ebook sembrano non esistere finché non ci si mette a letto, quando il loro indice schizza alle stelle.

Ogni orario ha i suoi gadget e ogni utente segue più o meno sempre la stessa routine: la certezza principale è che non siamo mai sconnessi dalla tecnologia, in un modo o nell’altro.

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