Instagram Kids: Facebook progetta l’applicazione under 13

nasce l'idea di una probabile versione di Instagram adattata alla classe di età che comprende i minori di 13 anni

Nell’ambito di un’educazione al digitale fin da bambini si parla sempre più spesso di versioni dei social media adatti anche ai minori di 13 anni. Si tratta dei veri nativi digitali, ancora più che le generazioni appena precedenti, avvicinatesi più tardi ai social network.

Per poterli utilizzare però, sarebbe necessaria una formazione e controllo preventivi, come dimostrano i tragici casi di minori entrati nella cronaca nera in seguito a sfide fatali raccolte su Tik Tok.

Dopo YouTube Kids, disponibile dal 2015, Messenger Kids e persino una versione per bambini di Spotify, si parla adesso di una probabile versione di Instagram adattata ai minori di 13 anni. Un primo passo in questa direzione è stato compiuto recentemente con le misure adottate dalla piattaforma per impedire il contatto tra individui minori di 18 anni e potenziali pedofili.

La nota applicazione per la condivisione di foto e video nel 2020 contava oltre un miliardo di utenti attivi mensilmente. Di questi soltanto meno del dieci per cento appartiene alla fascia inferiore ai 18 anni, ma vale la pena di tutelare tutti i giovanissimi che vogliono approcciarsi a questo social media.

Sebbene si possa leggere come una mossa strategica da parte dell’azienda proprietaria che altri non è che Facebook, che altrimenti perderebbe una fascia di utenti che diversamente non potrebbero accedervi, i benefici sono comunque evidenti.

Il social sarà del tutto simile all’originale versione adulta, ma permetterà la supervisione di un genitore, rappresentando allo stesso tempo un momento di apprendimento, verso una sempre più necessaria “educazione digitale”. Per questi bambini, infatti, i social sono un’ulteriore occasione in cui interfacciarsi con i propri coetanei. Grazie a questa versione per baby utenti sarà possibile farlo in modo sicuro, tutelati nella loro privacy e soprattutto impedendo contatti con adulti non precedentemente approvati.

Sul lato etico, alcune voci contrarie. Dopo il lancio di Messenger era infatti stato rivolto al numero uno di Facebook Mark Zuckerberg un invito a chiudere l’app di messaggistica per bambini. Secondo alcune associazioni impegnate nella difesa della salute dei bambini sarebbe stato un invito troppo forte all’uso dei social e dei dispositivi tecnologico, minaccia per lo sviluppo infantile e dei preadolescenti. Secondo altre esperienze inoltre,- un bug poi corretto di Messenger Kids permetteva la comunicazione anche con adulti non approvati- sebbene programmate perseguendo questo scopo, questi social network non sarebbero così infallibili nella loro sicurezza. Per raggiungere una piena affidabilità si sta lavorando, in questo ambito, per elaborare un sistema che permetta di riconoscere l’età dell’utente indipendentemente da quella dichiarata al momento dell’iscrizione, nel caso in cui venga smentita quella vera.

Si tratta comunque di un progetto ancora acerbo, ma l’azienda fa sapere tramite il suo capo, Adam Mosseri, che verranno man mano comunicati gli sviluppi.

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