Dimmi chi sei e che pronome vuoi

Ai più attenti e assidui frequentatori dei social media sarà saltato all’occhio. Leggendo la bio di diversi profili, famosi e non, si può notare come si stia diffondendo la pratica di specificare in essa una serie di pronomi. I più frequenti sono she/her per il genere femminile, he/him per il maschile e they/them per chi si considera neutro. La funzione è quella di segnalare quali sono i più appropriati per rivolgersi alla propria persona, perchè non se ne urti la sensibilità utilizzando un genere che non è quello in cui ci si riconosce.

Questo gesto si basa sul fatto che non tutte le apparenze fisiche rientrano in convenzioni estetiche corrispondenti rigorosamente ad un genere. Perciò ad esempio un aspetto femminile non necessariamente si addice soltanto ad un individuo di sesso femminile. La questione si allarga considerando che non esistono soltanto due identità di genere- donna o uomo- anzi sono molte le possibilità e altrettante le definizioni con cui identificarle: bigender, genderlfluid, agender ecc. Per ridurre ogni ambiguità ed evitare malintesi, questa si presenta come la soluzione più adatta e immediata.Anche le persone cisgender, che al contrario di transgender, si sentono a proprio agio con il genere biologico, di nascita, sottolineano sui propri profili social quale sia il modo corretto di interfacciarsi a sé. Lo scopo è che diventi diffusa e comune l’idea che niente deve essere dato per scontato. Ma è anche un segno di solidarietà e apertura nei confronti delle diverse identità ed espressione di sé che possono esistere. 

https://www.vanityfair.it/experienceis/sostenibilita/2021/02/04/pronomi-in-bio-istagram-social-perche-e-importante