Zoombombing: cos’è e come fermarlo

Oggi è diventato inevitabile organizzare riunioni, lezioni e incontri a distanza appoggiandosi a diversi software, uno dei più usati è Zoom. Zoombombing prende il nome da esso, si intende la pratica di disturbo di una chiamata alla quale non si è stati invitati tramite inserimento di contenuti offensivi, pornografici o demenziali.

Vittime di questo fenomeno anche Google Meet, Twitch e altre piattaforme per l’organizzazione di conferenze online. 
Spesso, senza ricorrere a hackeraggio, sono gli stessi organizzatori a rendere pubblico il link di accesso al dialogo, e questo rende facile l’intrusione a chiunque abbia cattive intenzioni. Da un lato, come riporta il Post, lo spirito di chi compie questi atti è quello degli adolescenti che una volta facevano gli “scherzi telefonici”. Dall’altro spesso l’intento è denigratorio, razzista o espressione di qualche posizione politica estrema.

Diversi sono stati gli episodi in tutto il mondo, raccolti e raccontati dal New York Times, ma anche dai media nazionali. La Stampa ha infatti riportato quanto successo durante l’incontro organizzato su Google Meet in occasione di una mostra dedicata al Capodanno Cinese, ma anche altri episodi precedenti.

In questi casi è necessario sporgere denuncia, perché siano rintracciati i responsabili dei messaggi di odio e si tenti di arginare un fenomeno che senza adeguate misure di prevenzione e protezioni per gli utenti rischia di diventare sempre più frequente.

https://www.lastampa.it/torino/2021/02/06/news/svastiche-insulti-e-foto-porno-al-capodanno-cinese-online-annullata-l-inaugurazione-della-mostra-di-torino-1.39868047